Tunnel sottomarino Genova: al via la costruzione della grande opera

Da molti anni, si parla di innumerevoli progetti infrastrutturali particolarmente ambiziosi relativamente al panorama urbanistico nazionale. Oggetto di simili opere, molto spesso, sono le principali città marittime, sospinte da un bisogno impellente di lavori in grado di favorire la globalizzazione e l’accorciamento delle distanze. Di sicuro, simili operazioni vengono spinte, sul piano teorico, da diverse riflessioni, tra cui anche – e soprattutto – quelle relative all’avvento delle nuove tecnologie in ambito edile ed industriale e la ricerca costante di nuove soluzioni in grado di implementare la qualità delle infrastrutture e le possibilità dei lavori di urbanistica. Tra i progetti più interessanti e di recente inizializzazione, troviamo la costruzione del tunnel sottomarino di Genova.

L’avvio della costruzione del tunnel sottomarino a Genova segna un importante passo avanti verso la realizzazione di una delle opere infrastrutturali più significative d’Europa. Questo progetto non è privo di sfide ma, anche considerando la complessità delle normative che regolano gli appalti pubblici in Italia (in merito potrebbero essere interessanti i chiarimenti di SoaSemplice.it sulla classificazione SOA), ovviamente ci si aspetta che tale infrastruttura venga realizzata a regola d’arte.  

I lavori per il tunnel di Genova, come detto, promettono la creazione di una struttura estremamente innovativa, non soltanto per la natura subacquea dell’installazione, ma anche per il diametro di progetto, che sarà il più grande d’Europa. Si tratta, insomma, di un’opera di elevatissima complessità, con la quale implementare la circolazione stradale in una città che, storicamente, rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per il commercio marittimo e lo spostamento di persone via mare. Il tunnel sottomarino di Genova rappresenterà la risposta della città alle congestioni costanti che assoggettano l’attuale sopraelevata e, il suo tracciato, sarà composto da due diverse gallerie, una per senso di marcia. Nella fattispecie, il tunnel servirà per collegare la parte est ed ovest della città, con una lunghezza di 3.4 km ed una profondità massima di 45 metri sotto il livello del mare.

Tutto ciò che c’è da sapere sul tunnel sottomarino di Genova

Al di là delle proporzioni mastodontiche del tunnel che hanno immediatamente destato clamore tra gli addetti ai lavori e gli accademici specializzati nell’ambito dell’urbanistica, il tunnel sottomarino di Genova presenterà imbocchi a San Benigno e presso il Viale Brigate Partigiane. Con un flashback, arrivando al ventennio scorso, il progetto del tunnel prende il via nel 2003, partendo da un piano dello Studio Renzo Piano, sotto la supervisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per molti anni non si è parlato del tunnel o, quantomeno, non ha rappresentato una priorità per le diverse giunte che si sono susseguite nel corso del ventennio. Solo poco tempo fa, Autostrade per l’Italia, Regione Liguria, Comune di Genova e il sopracitato Ministero hanno riproposto il progetto, stavolta, dandovi un inizio e anche una data prevista di fine cantieri, tra sette anni.

Chiaramente, data la portata dell’opera, le Istituzioni e gli enti coinvolti hanno predisposto una somma di investimento da non prendere assolutamente sottogamba. I lavori per il tunnel sottomarino di Genova hanno, infatti, richiesto 1 miliardo di euro di investimento, creando 5000 nuovi posti di lavoro. In seno allo sviluppo dell’appendice sottomarina per la viabilità genovese, anche alcuni lavori collaterali utili alla riqualifica delle aree verdi cittadine.

Il dettaglio sul tracciato

Come già precedentemente accennato, il tunnel sottomarino che collegherà Genova Est con la parte Ovest della città e viceversa avrà una lunghezza totale di 3.4 km in linea. Inoltre, si creeranno tutti i collegamenti con le strade già presenti, per un totale di 4.2 km di tracciato. La porzione sub-portuale successiva all’imbocco di San Benigno avviene nei pressi di Lanterna ed effettua un passaggio sotto il porto antico di Genova, giungendo nel Viale Brigate Partigiane dopo Via Madre di Dio.

La nuova opera rappresenta, sin dai suoi albori, un potenziale punto di svolta molto significativo per la viabilità genovese, satura ormai da oltre mezzo secolo, a causa della mancanza di un numero sufficiente di infrastrutture con cui evitare congestionamenti in città. L’opera attraverserà tutta la zona portuale, con lo scavo di tunnel dal diametro di 16 metri all’incirca. È chiaro che, una simile struttura ha richiesto, per la sua attuazione, l’utilizzo dei macchinari più innovativi e di tecniche progettuali all’avanguardia.

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